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once_were_grunge_kurt_cobainA volte ritornano.

Anzi, non se ne sono mai andati.

Sarà che è per me un periodo di profonda trasformazione ed impegno su vari fronti, un po’ come quando ero un’adolescente introversa ed apparentemente tranquilla, ma da qualche giorno ho rimesso su i miei adorati Nirvana e, per un motivo o per l’altro, me li sono ritrovati spesso davanti: un post su Facebook della mia bella Edera, una puntata de Il Falco e Il Gabbiano dedicata a Kurt Cobain.

Vestivo con camicie di flanella a quadrettoni mentre ascoltavo Nevermind e tutt’ora l’MTV Unplugged in New York mi strazia il cuore quando lo ascolto.

La voce di Kurt era perfetta per gridare la nostra rabbia e tutta l’inquietudine che avevamo nei nostri cuori, per incanalare quell’energia dirompente di cui a quell’età splendida e maledetta insieme non sai cosa fare. E quando si faceva più bassa, quasi un sussurro, non per questo meno intenso e doloroso, cantavi con lui l’incapacità del mondo di comprenderti ed accoglierti per ciò che eri.

I “grandi” gridavano allo scandalo sentendoci cantare “Rape me“, dimostrando di essere lontani dal nostro Universo anni luce. Lui ci capiva. Lui sapeva trovare le parole che noi perdevamo nei fili dei nostri pensieri senza fine.

E oggi?

Lo so che è un discorso da Nonna Abelarda, ma ormai ho 36 anni e posso permettermelo. (D’oh!)

Con chi urlate, ragazzi? Qual è la nuova Smells Like Teen Spirit che vi squarcia la gola e lo stomaco e che i vostri genitori non riescono a capire? Chi vi dice più “Come as you are“?

Non sarebbe diritto di ogni adolescente, a prescindere dall’epoca in cui vive, viversi il grunge come ce lo siamo vissuto noi negli Anni 90? Tirarsi le maniche giù fino a coprire l’ultima nocca delle dita, perché sotto a quei vestiti nascondevamo la nostra anima ma, allo stesso tempo, la gridavamo al mondo intero – perché se non sei una contraddizione vivente a quell’età lì quando puoi esserlo?

Chi li aiuta a trovare la voce per gridare?

Chi vi aiuta?

Kurt era bellissimo, ma alla sua morte non mi sono sentita come la ragazzina che resta senza il suo personaggio da poster. No. Se ne era andato un fratello maggiore che dava voce ai miei pensieri e che avrei voluto proteggere dal male che la vita gli aveva fatto. Anche  per ringraziarlo di tutto quello che lui aveva fatto per me.

E comunque era figo. E ovviamente avevo anche i poster in camera e le foto nel diario! 🙂

PS: Tra l’altro non ricordavo che tra i nomi in lizza prima della scelta di Nirvana ci fosse anche Skid Row. Mi sa che recupero anche loro e lascio continuare questo trip post-adolescenziale. #18andlife

Once were… GRUNGE
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2 pensieri su “Once were… GRUNGE

  • 24 Agosto 2015 alle 03:01
    Permalink

    Io ho la tua età ma il testo di Smells like teen spirit non l’ho mai capito, proprio come i tuoi genitori (con l’aggravante che l’ho cantato eccome). Ed è opinabile, che il testo di Come as you are inviti a essere come si è. Più in generale, da fan dei Nirvana, direi che i testi erano piuttosto fumosi, a volte criptici ai limiti del doloso. Come si fa a dire che parlassero di noi?

    Rispondi
    • 24 Agosto 2015 alle 08:36
      Permalink

      Ciao Romualdo 🙂
      Secondo me non si pone il problema della possibilità o meno di un’interpretazione letterale ed oggettiva – che valga per tutti – dei testi di queste canzoni. È poesia e, come ogni forma d’arte, parla direttamente al cuore di chi ne usufruisce, trascendendo un po’ la logica. Sono un po’ i testi, un po’ la musica, un po’ quella voce distrutta e splendida….
      Ogni volta che li ho ascoltati questi testi “fumosi” hanno parlato in maniera chiarissima al mio cuore, ogni immagine onirica e surreale ha avuto perfettamente senso nel marasma emotivo di quegli anni…ed anche oggi, se ci penso bene! 🙂

      Grazie di essere passato!!

      Rispondi

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